Come scegliere il materasso giusto


Passiamo circa un terzo del tempo della nostra vita a dormire. Tempo sprecato per qualcuno, ma il nostro corpo è fatto così, ha bisogno di riposo.

Scegliere il materasso giusto dove dormire diventa quindi fondamentale, quando deve essere rigido e in che materiale deve essere fatto, specie per le persone allergiche. Dobbiamo svegliarci in forma, rilassati, senza dolori e pronti per intraprendere con energia la giornata.

Una volta c'erano solo i materassi di lana, adesso il mercato offre tantissimi prodotti: a molle (insacchettate ad una ad una oppure dipendenti), ortopedici, con le reti a molle, in legno a doghe o in ferro, ad acqua, duri, soffici ecc., per non parlare poi dei materassi in lattice, quelli che vanno per la maggiore con il famoso Memory. Per non parlare poi delle differenti altezze dei materassi, quelli più bassi da 12 cm per poi salire a 15, 18 e 20 cm, fino ad arrivare a 40 cm e più.

Non parliamo poi delle misure: il classico singolo da 190-195 cm per 80, il matrimoniale 190x160 cm e poi il materasso alla francese da 190x140, il king size all' americana 200x170 cm.

Il lattice nei materassi:Il lattice sintetico è stato realizzato per la prima volta in Usa durante la seconda guerra mondiale per contribuire ad affrontare le carenze di lattice naturale necessario per lo sforzo bellico.

Parliamo di materassi in lattice naturale perchè derivano dalla linfa dell' albero di caucciu' e di quelli in lattice sintetico se derivano da prodotti chimici. Ci sono poi, sono la maggioranza, i materassi mix di sintetico e lattice naturale.Vari tipi di materassi:materassi di lana: la pura lana vergine è stata sempre utilizzata per i materassi. E'un prodotto naturale, traspirante e ottimo regolatrice della temperatura corporea. Scomodo il materasso di lana perchè ogni anno va scucito e la lana ricomposta per i evitare la formazione dei famozi "bozzi".

Materassi a molle: sono forse quelli più economici. Famosi sono quelli della Permaflex ed Eminflex, con i due lati, uno invernale e uno estivo. All'interno ci sono molle insacchettate o biconiche che sostengono il peso.
Le molle possono essere indipendenti oppure legate con un filo tra di loro. Nel primo caso un movimento non si trasmette alle altre rendendo il materasso più comodo, e costoso.

Materassi in cotone: associato al futon giapponese molto basso ha fibre grezze contenute a strati all' interno di una fodera cucita e trapuntata. La parola futon significa "materasso che si arrotola" ed infatti in Giappone dove viene tradizionalmente utilizzato di giorno si tira su e di notte si stende. Il cotone è di vari spessori e spesso associato a strati di altri materiali naturali. E' anallergico e traspirante non si carica elettrostaticamente.

Materassi a strati:Molte le varietà in commercio di materassi fatti a vari strati tra cui la lana, cotone o lattice, con aggiunta di strati di cocco, crine, segale, torbaecc. Sostanze naturali della tradizione, che vengono riproposte (opportunamente sterilizzate) per garantire ancora più comfort. Chi ha provato il sonno su questi “combi-materassi” sostiene che, oltre a calibrare perfettamente l’appoggio dellaschiena, possono aiutare a prevenire le malattie reumatiche, favorire il metabolismo e riattivare la circolazione.

Materassi memory foam (schiuma viscoelastica): per caratteristiche ergonomiche e di confort si avvicinano molto ai materassi lattice. I materassi sono realizzati con fibre sintetiche di nuova concezione, anallergiche, antibatteriche e traspiranti, chereagiscono al calore corporeo assumendone la forma, per poi tornare a quella di partenza, senza deformarsi, ecco spiegata la parola "memory". Altri materassi memory sono: Bodyform, Myform, Tempur e altri.

Materassi waterlily: imbottitura elastica e riciclabile composta di una miscela di materie prime che hanno come reagente principale l’acqua invece dei gas utilizzati nei classici processi di schiumatura (come i Cfc).

Materassi aquacell: schiuma poliuretanica a base acquosa, a cellula aperta, che impiega in gran parte polimeri di origine vegetale.

Prezzi dei materassi:

ce ne sono per tutte le tasche, ovviamente più è grande è il materasso maggiore sarà il costo. Per il classico singolo 80x190 cm in poliuretano, con molle d’acciaio temperato insacchettate: da 200 euro in poi (ma si arriva anche a 1000 euro per uno a sostegno differenziato lombare-cervicale); in lattice:da 400 euro (per quelli a micro- cellule con rivestimenti speciali si arriva oltre i 700 euro, fino ai 1200 per quelli con strati in lana merino e cachemire); materassi in cotone: il futon base costa da 200 euro (il prezzo sale se con strato di lattice interno); materassi di lana: secondo il peso, può costare da 200 euro se fatto da un artigiano (per bordature e lavorazioni più raffinate il costo sale).

Per ricavarne uno vecchio: 5-10 euro al kg; a strati combinati: a partire dai 6-700 euro; con imbottitura tecnica: da 620 a oltre 1.000 euro, a seconda della schiuma e del coprimaterasso impiegati; sistemi integrati: da 1.300 euro;

Prezzi delle reti:

dai 70 euro, con struttura metallica, ai 600 e oltre con struttura in legno a doghe. In quest'ultimo caso dipende anche dal materiale utilizzato. Le reti possono essere fisse oppure montate su letti contenitore, si alzano con delle molle che rendono utilizzabile il fondo del letto come guardaroba.

Quale Parquet Scegliere per il proprio Pavimento

Il parquet è sempre piú apprezzato dagli italiani che, culturalmente parlando, lo conoscono poco. Nei paesi del nord Europa non esiste casa in cui non ci sia il pavimento in legno, da noi non si usa quanto la ceramica, il cotto o il gres. Le cose però stanno cambiando e sono sempre di piú le persone intenzionate ad installarlo. Anche perchè si può montare anche sopra un pavimento pre esistente. Può essere quindi appoggiato o incollato, oppure inchiodato. Vediamo di conoscere questo mondo, abbiamo preparato una guida per voi con i giusti consigli.

Parquet multistrato o massello

il pavimento multistrato è formato da una serie di strati sovrapposti e incrociati tra loro: quello ‘a vista’ è in legno nobile (tra i 2,5 e i 4 mm); gli altri (piúeconomici), in pioppo o betulla, servono a stabilizzare la doga, per evitare che si deformi con variazioni importanti dell’umidità. Riduce i tempi
di posa, perché di solito è prefinito e non richiede lamatura né verniciatura. Ed è indicato anche quando si preferisce un certo tipo di finitura, per esempio ‘a sega’, che con la levigatrice non si ottiene. Quanto ai costi un multistrato costa di meno rispetto ad un massello, ma dipende anche dal tipo di prodotto.

Il parquet in massello è costituito da assi fatte di un unico strato di legno (dello spessore di 10-24 mm). Può essere realizzato a listoncino (a sezione rettangolare) fino alla misura di 40x7 centimetri, o a listone con incastro maschio-femmina per le misure superiori. Garantisce una lunga
durata nel tempo e si può lavare varie volte, ma può presentare problemi di
instabilità, perché è tutto legno e quindi tutto ‘vivo’.

Incollato-Inchiodato o Flottante

Il parquet flottante è quello che si appoggia su un tappetino morbido di poliestere ed è libero di "muoversi". I listelli o listoni si incastrano tra loro e si poggiano per terra. Un esempio tipico è quello, molto economico, che si acquista da Ikea o Leroy Merlin. Può essere installato anche da soli. Se non effettuata bene questa posa può dare una sensazione di instabilità o di "vuoto sotto" a chi ci cammina sul parquet. La posa flottante consente di mettere il parquet anche sopra un pavimento importante o antico, senza rovinarlo. Oppure, se vivi in affitto e il proprietario non desidera sostituire il pavimento esistente, puoi sovrapporre il parquet flottante, per poi rimuoverlo senza danni e riutilizzarlo nella casa nuova quando deciderai di traslocare.

Quello fisso si può inchiodare sui magatelli (listelli di legno affogati nel massetto) nella posa
tradizionale del massello, ma oggi si usa sempre meno perché è costosa e richiede manodopera specializzata. La posa più utilizzata è quella a colla, sia su massetto nuovo, sia su pavimento esistente. Altrettanto resistente e valida, utilizza speciali colle ad altissima tenuta (che equivalgono alla classica inchiodatura) e garantisce ottimi risultati per massello e multistrato.



Parquet prefinito

è costituito da listelli in legno già levigato e verniciato, a differenza del parquet grezzo, multistrato o massello, che prevede levigatura e verniciatura dopo la posa in opera. Ma la scelta tra
una tipologia e l’altra dipende dalle tue esigenze. La levigatura garantisce che venga eliminata anche la più piccola imprecisione del posatore. La verniciatura in opera dà al pavimento
una continuità in grado di garantirne l’isolamento e la protezione da eventuali perdite d’acqua.

Il prefinito è di certo l’ideale per un’installazione rapida: una volta posate le doghe, il pavimento
è subito pronto da calpestare. Inoltre, si può scegliere un prefinito nel caso di un parquet bisellato, dotato cioè di una scanalatura a 45° realizzata sui lati lunghi dei singoli elementi per mettere in evidenza le fughe tra le doghe.

Riscaldamento a pavimento e parquet

oggi è possibile utilizzare anche un sistema a pannelli radianti di riscaldamento a pavimento messo sotto il parquet. La posa deve essere flottante e non fissa. Il risparmio è di tipo energetico, il riscaldamento a pavimento infatti permette di risparmiare anche il 60% sulla bolletta del gas, inoltre da un calore sempre costante in qualsiasi punto della casa.



Parquet all' aperto

chi l'ha detto che il parquet non può essere installato anche all' aperto? Possiamo montarlo utilizzando listoni o quadrotte . Il pino è la soluzione piú economica, ci sono quelli in Quercia. Mogano (nostrani) oppure Teak e Redwood piú resistenti e nobili

Portoni per Garage Sezionali o Scorrevoli guida all' acquisto

Il garage o box fa parte della casa, tecnicamente si tratta di una pertinenza, ma può essere anche distinto se acquistato in un luogo che non è prospicente alla propria abitazione. I portoni per i garage disponibili sul mercato sono tanti e fatti in maniera differente. Ci sono quelli basculanti, sezionali, che si chiudono a libretto, scorrevoli e poi esistono le serrande avvolgibili, quelle che utilizzano i negozi per intenderci. Ognuno con caratteristiche proprie e differenze, anche di prezzo. Oggi andiamo ad analizzarne uno ad uno, guidandovi nella scelta e cercando di comprendere come si utilizzano e quanto costano.

Partiamo subito con la prima distinzione.

Meglio sezionale o basculante


il portone sezionali si tira su verticalmente e si avvolge in un cassetto, sia in maniera manuale che motorizzata (con o senza telecomando) un po' come avviene per le tapparelle per la casa e per le serrande avvolgibili. Il portone basculante invece si apre verso l'alto utilizzando un sistema di pesi e contrappesi che ne facilita l'apertura.

Il vantaggio di quello sezionale risiede nel fatto che non c'è bisogno di lasciare libero uno spazio antistante il portone, cosa che avviene con il basculante. Possiamo quindi sfruttare tutto lo spazio antistante per parcheggiare ad esempio un'ulteriore auto. Di contro il basculante costa un pochino di meno e non occupa lo spazio del cassettone dove va ad avvolgersi il sezionale.



Insomma la scelta va ponderata in base alle proprie esigenze ed al prezzo che si intende spendere.

Portone motorizzato o manuale


le aperture motorizzate di porte e cancelli si sono affermate moltissimo negli ultimi 20 anni. Un po' c'è la comodità di non dover scendere dall' auto, pensiamo a quando piove, l'esigenza numero uno è però quella di evitare gli sforzi. Le persone anziane o quelle con qualche patologia possono trovare difficoltoso chinarsi ed alzare la porta di un garage. Insomma la tecnologia ci viene incontro.

I portoni per garage motorizzati hanno l'apertura e chiusura che si attiva e disattiva con telecomando a raggi infrarossi. Cellule presenti ai bordi del portone impediscono il funzionamento se è presente una persona al passaggio. Funzionano anche in caso di maltempo e hanno bisogno di poca manutenzione.

Il problema principale è la rottura del telecomando o del sensore oppure della scheda ricevente del segnale. Qualcosa ovviamente quando si rompono bisogna spendere, ma non è così frequente come si può credere.

Il portone manuale costa ovviamente di meno, ha la chiusura a terra con blocco oppure la cerniera. E' chiaro che le comodità si pagano. Un portone per garage automatico costa almeno un 40% in piú di uno manuale.

I portoni a libro



soluzione scelta soprattutto in ambito industriale, lì dove c'è bisogno di chiudere un ampio spazio, una vasta luce che con la soluzione basculante o sezionale non sarebbe possibile. Pensiamo ad un magazzino, ad una fabbrica, ma anche ad un'ampia veranda o garage.Hanno la guida a pavimento e sono apribili sia manualmente che in maniera motorizzata. In molti casi hanno un oblò che consente di far passare luce e permette la vista verso l'esterno o interno.




I Migliori modelli ed i prezzi

Hörmann, vedi catalogo,  cambia il look del portone sezionale LPU 40 introducendo le nuove greche D e T, rendendolo ancora più versatile e personalizzabile. Realizzato in acciaio a doppia parete, coibentato e ad elementi dello spessore di 42 mm, ha l’apertura verticale con scorrimento a soffitto.

L’anta, che può raggiungere la massima dimensione di 5.500 mm in larghezza per un’altezza di 3.000 mm, è motorizzabile in abbinamento al sistema BiSecur, che utilizza una codifica AES 128 estremamente sicura e che consente il controllo a distanza tramite smartphone e tablet. È predisposta una collaudata protezione salvadita sia all’interno che all’esterno, e sulle cerniere. Ampia la gamma di elementi di personalizzazione, finiture e colorazioni 5. Prezzi a partire da 1600 euro.



I portoni sezionali per box prodotti da Doorhan Italia raggiungono un elevato livello di isolamento, soprattutto grazie all’impiego di pannelli sandwich coibentati dello spessore di 40 mm realizzati in poliuretano espanso. Il ponte termico che determina l’alto grado di isolamento è garantito dal materiale Energoflex, posizionato tra le lamiere interne ed esterne del pannello, inserimento che mantiene inoltre la rigidità delle giunture dei pannelli stessi anche in presenza di temperature molto basse. Speciali sistemi di sicurezza, come per esempio i dispositivi rottura molle o rottura cavo, intervengono per impedire, in caso di guasto, la caduta del manto della porta.

Ampia la gamma di rivestimenti, colorazioni e disegni del pannello 6 I portoni sezionali automatici Style Comfort di Ditec combinano sicurezza, prestazioni ed estetica. L’inviolabilità è assicurata da un avanzato dispositivo antiintrusione (opzione Top), così efficace da aver ottenuto la certificazione di Classe di Resistenza 2 secondo la normativa di riferimento NEN 5096, mentre l’incolumità dell’utilizzatore è assicurata da un sistema anti-schiacciamento, pannelli speciali senza fessure, blocco del manto in caso di guasto o di ostacoli durante la discesa. Lo spessore del pannello di 42 mm garantisce non solo maggiore stabilità, ma anche un elevato coefficiente di isolamento termico (trasmittanza 1,3 W/m2K) e una maggiore resistenza al vento e all’acqua.

BBG ha una linea economica basculante, in acciaio zincato con varie larghezze comprese tra 65 e 150 cm ad un prezzo che parte da 1100 euro. Se invece cerchiamo un portone di classe c'è la linea Living con tinte laccate in legno di diversi colori.

Idee per le Lampade da Tavolo

Se siamo alla ricerca di lampade da tavolo per l'illuminazione dobbiamo tenere a mente che non esistono solo quelle per la lettura o lo studio, ma ce ne sono anche altre tipologie: dai classici abat jour, con tutte le innumerevoli variazioni e interpretazioni, agli apparecchi da appoggio a luce diffusa, capaci di dare un’aurea particolare agli ambienti,fino alle più minute luci da comodino.

Apprezzate per la facile installazione a qualsiasi presa, le lampade da tavolo possono essere oniriche presenze per luce d’atmosfera se dotate di paralume e diffusore, o lampade tecniche ‘da scrivania’ dalla proiezione luminosa ben definita. Queste ultime, dalla nascita degli archetipi tipologici negli ambienti ufficio, rappresentano la soluzione più efficiente per illuminare molto e bene il piano di lavoro.

Che sia per lo studio, per un angolo lettura o per la zona relax, i modelli sono moltissimi: dagli evergreen progettati da noti designer ai tipi di ultima generazione ‘autoproducibili’, la scelta non è mai semplice. Il design dell’apparecchio ha ‘valore’ non solo come oggetto dalle più o meno alte valenze estetiche ma anche per la sua capacità di dare forma al flusso luminoso, assicurare una distribuzione adatta, per qualità e quantità, all’uso desiderato.




Le lampade da tavolo di taglio più decorativo puntano spesso su riflessioni e rifrazioni per creare atmosfere suggestive. Per restituire all’ambiente un’illuminazione morbida, ridurre la luminanza delle sorgenti e aumentare la componente diffusa della luce (è il caso della lampada da tavolo di design qui sotto Philips Nister), usano materiali diffondenti come vetro opalino, plastiche traslucenti, o anche carte di riso, pergamene, stoffe. Diffusori e abatjour collocati nei punti strategici delle case, appoggiati su tavoli, tavolini e cassettoni, rappresentano un’ottima illuminazione secondaria e sono utili per creare un ambiente ricco di contrasti luminosi e suggestioni.





L’atmosfera giusta può essere creata intensificando la luce dedicata alle diverse zone d’uso: l’abatjour a fianco dei divani per dare una luce discreta alla conversazione; la luce orientabile accanto alla poltrona preferita per le letture private; la lampada snodabile accesa sopra lo scrittoio per facilitare i compiti. La moltiplicazione dei punti luce, il loro utilizzo contemporaneo o in alternativa, consente di sviluppare atmosfere diversificate secondo le circostanze o l’umore, aumentando le qualità funzionali ed estetiche dei locali. Per rendere più flessibile l’illuminazione, può essere utile avere sistemi d’illuminazione in grado di calibrare le intensità luminose, tramite ‘dimmer’ o varialuce: semplice dispositivo integrato nel singolo apparecchio o nell’interruttore elettrico del locale.

Lampade per leggere e studiare

La luce localizzata dove si svolgono i principali compiti visivi, ha lo scopo di rinforzare e aumentare il livello di illuminamento (lux), esattamente dove occorre – scrivanie, scrittoi e tavoli da lavoro – e di agevolare la concentrazione sull’attività in svolgimento.





E' bene scegliere lampade tecniche capaci di controllare il fascio luminoso attraverso ottiche calibrate, dotate di braccio inclinabile e riflettore orientabile (qui sopra Artemide Eclisse). Grazie alla distanza minima tra sorgente luminosa e superficie illuminata, il flusso luminoso arriva con alta intensità esattamente dove richiesto, evitando di stancare la vista con dispersioni indesiderate. Fondamentale è il posizionamento del punto luce, che deve essere tale da non proiettare le ombre della mano o del capo ma, nello stesso tempo, deve essere in grado di sfruttare al meglio il fascio concentrato dell’apparecchio, al fine di ottenere un livello d’illuminamento sufficientemente elevato sul compito visivo (le pagine del libro, il quaderno, la tastiera del computer).

La lampada da scrivania è tema di ricerca dai primi decenni del Novecento. Dalle riletture delle lampade da lavoro con meccanismo di autobilanciamento ‘a molle’, con lunghi bracci e testa orientabile in tutte le direzioni, a quelle a pantografo con tiranti, più ridotte e alleggerite nelle parti, fino alle più recenti nate intorno ai LED, il sistema degli snodi per un’agevole regolazione in ogni posizione è uno dei punti cruciali. Potere traslare e avvicinare la luce, garantire il gesto minimo, un movimento facile e fluido per portare la luce sul tavolo, è uno degli obiettivi sui quali i designers si stanno impegnando.

Lampade per comodini
Particolarmente compatte e discrete sono le lampade destinate all’illuminazione del comodino (in foto Eclisse di Artemide); indispensabili, non devono creare problemi ad altre persone che occupano la stessa stanza, devono pertanto essere più che mai individuali, con fascio ben orientabile, facilmente identificabile anche al buio e confunzione di accensione-spegnimento semplificata. È bene evitare apparecchi fragili o instabili, sono invece da preferire quelli facilmente manovrabili, afferrabili, piacevoli al tatto, meglio se in materiale morbido o gommoso, più che in vetro (fragile) o in metallo (freddo).

Rendere i Sottotetti Abitabili

E' spesso possibile recuperare i vani inutilizzati nei sottotetti ai fini abitativi. Ogni Regione italiana ha varato leggi o delibere ad hoc che riguardano la trasformazione di questa parte della casa. Attenzione però: quasi tutti i provvedimenti regionali consentono di intervenire soltanto sui sottotetti di edifìci esistenti alla data della loro entrata in vigore e ogni Regione ha dettato le proprie regole, apportando variabili specifiche. La prima cosa da fare è dunque capire, tramite l'aiuto di un professionista, a quali norme territoriali fare riferimento: per esempio, in Veneto e in Emilia-Romagna parte della disciplina è delegata ai Comuni, mentre in Piemonte e in Liguria la legge regionale prevale sulle disposizioni municipali e in Sardegna la materia è trattata all'interno del Piano Casa.



Per poterlo dichiarare abitabile, il sottotetto dev'essere arieggiato e illuminato da finestre di dimensioni adeguate per garantire un rapporto aero illuminante di almeno 1/8 (è il valore richiesto in Regioni quali Piemonte, Lombardia, Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia). In pratica, ciò significa che l'ampiezza delle superfici vetrate dev'essere pari ad almeno 1/8 di quella del pavimento calpestabile. Anche in questo caso, però, ci possono essere variazioni da territorio a territorio: per esempio, in Toscana il rapporto aria-luce è di 1/16.

Ogni Regione vincola l'abitabilità al rispetto di diverse altezze.  L'altezza minima non deve essere inferiore a 150 cm nei locali abitativi e a 130 nei locali accessori, riducibili rispettivamente a 130 e a 110 cm per i sottotetti in territorio montano. Ogni spazio di altezza inferiore dovrà essere chiuso con pareti o arredi e sfruttato soltanto come guardaroba o ripostiglio, a meno che
tale spazio si trovi in corrispondenza di una finestra.

L'altezza media dei locali abitativi (calcolata sommando quella minima a quella massima e poi dividendo il risultato per due) è variabile: in Lazio e Sicilia dev'essere di 200 cm, in Toscana di 230, in Veneto, Lombardia e Campania di almeno 240 cm e in Valle d'Aosta tale misura sale a 255 cm. Valori ridotti ovunque mediamente a 220 cm per i locali di passaggio e di servizio e a 210 cm nei comuni situati a più di 1.000 m sul livello del mare. L'isolamento termoacustico di tetto e pareti è vincolante e deve rispettare i valori previsti dai Regolamenti d'Igiene territoriali.

E sufficiente isolarla ad hoc e la mansarda assicura il 100% di comfort, tutto l'anno.  Dall'esterno si deve isolare la copertura realizzando un 'tetto ventilato' con il quale si crea un sano canale di ventilazione tra lo strato isolato della falda e il manto di tegole, che espelle l'aria calda d'estate e smaltisce il vapore acqueo d'inverno: oltre al giusto comfort si ottiene in questo modo un risparmio energetico assai considerevole. Dall'interno: fra i travetti, sotto il tavolato, si posano pannelli in fibra di legno (spessore 4-10 cm) sui quali si applica una membrana termoriflettente, da coprire a sua volta con isolante rivestito in cartongesso (spessore 3-6 cm) [nei disegni, F2 da esterno, N25 e LC/30 

Se il sottotetto da recuperare è parte di un immobile sottoposto a vincoli ambientali, occorre ottenere il benestare da parte dell'Ente di Soprintendenza preposto e dal Comune. Poi, verificato il rispetto dei requisiti e delle condizioni dei locali, viene rilasciato il Permesso di costruire. Il recupero edilizio comporta il pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del contributo di costruzione, calcolati sulla volumetria resa abitativa in base alle vigenti tabelle comunali. Al termine dei lavori, il progettista rilascia il Certificato di collaudo finale, per attestare la conformità delle opere al progetto.


A parità di superficie, i lucernari forniscono il doppio della luce rispetto alle finestre verticali. E questo perché la mansarda beneficia della luce naturale zenitale che, provenendo dall'alto, illumina gli ambienti in profondità, a vantaggio del comfort psicofisico. In più, se opti per finestre con taglio verticale (strette e alte) e a una sola anta, puoi anche potenziare l'intensità della luce.


E per creare buio totale di notte e proteggersi dal rischio di accumulo di calore? Ok alle tende oscuranti (anche integrate nei doppi vetri): sono teli isolanti in poliestere che, rivestiti da una pellicola riflettente sul lato esterno, oscurano meglio di una tapparella ed evitano l'eventuale surriscaldamento estivo dei vetri e, quindi, dei locali.


Le finestre da tetto:


Regolano il microclima di casa e si puliscono da sole. Per ottenere il massimo del benessere e del comfort visivo puoi scegliere tra le finestre 'bassoemissiva', cioè in grado di lasciare entrare in mansarda le radiazioni termiche solari e di trattenere all'interno il calore prodotto dal riscaldamento, e le finestre con vetrata 'selettiva', capaci di filtrare il calore trasmesso dall'irradiazione solare senza ridurre la luminosità dei locali.


Le più funzionali? Le finestre con una vetrata esterna autopulente che, grazie a un effetto fotocatalitico, permette allo sporco di decomporsi alla luce del sole e alla superficie di diventare idrofila: così, alla prima pioggia l'acqua lava via i residui di sporco lasciando il vetro pulito.



Le finestre da tetto , chiamato lucernario, sono caratterizzate da due tipologie di aperture: a vasistas e a bilico. Quale dovresti scegliere? Se ti piace l'idea di poterti sporgere godendoti una vista panoramica senza impedimenti, la finestra a vasistas è la tua: si manovra agevolmente grazie alla maniglia inferiore, aprendosi solo verso l'esterno con un angolo di apertura fino a 450. 

Se invece hai l'esigenza di sfruttare lo spazio sotto la finestra per gli arredi, senza ostacolarne la manovrabilità, il modello a bilico è l'ideale: dotato di maniglia superiore e incernierato al centro del telaio, ruota fino a l80° aprendosi all'interno e all'esterno sul proprio asse orizzontale. La marca leader di questo settore è Velux.

Quale finestra da Tetto o Lucernario scegliere

Il lucernario, o finestra da tetto, è utilizzato per sottotetti e mansarde. Prodotti splendidi, a parità di superficie, forniscono il doppio della luce rispetto alle classiche finestre verticali.E questo perché la mansarda beneficia della luce naturale zenitale che, provenendo dall'alto, illumina gli ambienti 
in profondità, a vantaggio del comfort psicofisico. In più, se optate per finestre con taglio verticale (strette e alte) e a una sola anta, potete anche potenziare  l'intensità della luce.

Come fare per creare il buio totale di notte o al mattino per non svegliarsi con la luce solare e per proteqgersi dal rischio di accumulo di calore?



Si possono utilizzare delle tende oscuranti (anche integrate nei doppi vetri): sono teli isolanti in poliestere che, rivestiti da una pellicola riflettente sul lato esterno, oscurano meglio di una tapparella ed evitano l'eventuale surriscaldamento estivo dei vetri e, quindi, dei locali.


Per ottenere il massimo del benessere e del comfort visivo si possono scegliere tra le finestre 'a bassa emissione', cioè in grado di lasciare entrare in mansarda le radiazioni termiche solari e di trattenere all'interno il calore prodotto dal riscaldamento, e le finestre , capaci di filtrare il calore trasmesso dall'irradiazione solare senza ridurre la luminosità dei locali.


Le più funzionali? Le finestre con una vetrata esterna autopulente che, grazie a un effetto fotocatalitico, permette allo sporco di decomporsi alla luce del sole e alla superficie di diventare idrofila: così,  alla prima pioggia l'acqua lava via i residui di sporco lasciando il vetro pulito. Un vetro sporco, oltre ad essere brutto visivamente, non fa filtrare la luce solare.

Le finestre da tetto sono caratterizzate da due tipologie di aperture: a vasistas e a bilico .

Quale scegliere per la propria mansarda? Se vi piace l'idea di potersi sporgere godendosi una vista panoramica senza impedimenti, la finestra a vasistas è l'ideale: si manovra agevolmente grazie alla maniglia inferiore, aprendosi solo verso l'esterno con un angolo di apertura fino a 45 gradi.

Se invece invece avete l'esigenza di sfruttare lo spazio sotto la finestra per gli arredi, senza ostacolarne la manovrabilità, il modello a bilico è l'ideale: dotato di maniglia superiore e incernierato al centro del telaio, ruota fino a 18o° aprendosi all'interno e all'esterno sul proprio asse orizzontale.

Una delle marche leader nel settore dei lucernari è sicuramente Velux. Produce finestre da tetto con apertura elettrica comandabile anche con un touchpad in qualsiasi parte della casa. Si può attivare in automatico la "ventilazione naturale"oppure impostare la chiusura automatica appena il sensore "sente" le goccia di pioggia che arrivano dal cielo.

Paravento i migliori modelli per dividere una stanza

Il paravento decorativo può essere utilizzato all' interno di una stanza per dividere un ambiente, una zona, diventa come una parete mobile o uno schermo. Il paravento è decorativo e può creare divertenti illusioni ottiche. Economico e semplice da utiizzare può essere piegato facilmente e spostato ovunque vogliamo.

I paraventi si trovano in negozi di arredamento o arredo casa, sono realizzati con un telaio in legno e stoffa. Le fantasie sono tante disponibili in parecchie tonalità e di diverse dimensioni. I prezzi per quelli più semplici partono da 50 euro, ma ci sono dei veri e propri paravento di design, in legno, con un costo molto sostenuto.

A righe, a pallini, con lo sfondo a tinta unita, oppure con disegni e foto di personaggi famosi, ad ognuno il suo. Qui sotto trovate una selezione dei migliori paraventi disponibili sul mercato.

Scenografico a effetto pizzo Fiore, in acciaio verniciato e tagliato al laser, design Bertero-Panto-Marzoli [Zanotta, cm 265x197h €6.440].

Una libreria trompe-l'oeil per Shakespeare, in legno e carta, stampato su entrambi i lati [Maisons du Monde, cm 120x180h €69,90], oppure sempre allo stesso prezzo c'è il paravento con sopra stampata la famosa cabina del telefono inglese (170x150 cm).

Patchwork Linen, in legno e tessuto con decori diversi nei due lati [Novità Home, cm 1Z0x180h €98].

Prezioso Xian Classic, rivestito con carta da parati in seta, dipinto e fatto a mano, da ordinare su misura [Misha, cm 200xl80h €3.900].

L'immagine fotografica della Galleria di Milano impressa su Miro, con struttura in mdf e finitura a specchio, design Francesco Bolis  [Driade, era 135x200h €2.860], 

Ekne è il paravento economico di Ikea, da 39,90 euro misura 161 x135 cm, rivestimento in acciaio, copertura in tenda, piegabile.


In rovere decapato e con cornici a rilievo [Sweetpea & Willow, cm 180x208h €460].

Finto povero Paper Screen in legno e carta, design Studio Job [Moooi, cm 175x180h €2,550].
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